MusicAntica 2017
Omaggio a Monteverdi: Zefiro Torna
Informazioni
Quando
Luogo
Vento, Aria, mobili elementi, permeano le parole del testo, si rivestono dei suoni della Musica e con la musica sfiorano le corde del cuore. In collaborazione con Istituto Italiano di Cultura e Festival Opera Barocca di Praga.
Programma
Zefiro torna e ‘l bel tempo rimena (Petrarca) Madrigale a 5 (Sesto libro dei Madrigali) Io la Musica son (A. Striggio, glio) Da Orfeo Vittoria Giacobazzi Inserto strumentale Tirsi e Clori (A. Striggio, glio) (settimo libro dei Madrigali) Inserto strumentale Lamento della ninfa (Canzonetta di Rinuccini) da Madrigali Guerrieri et Amorosi Maria Dalia Albertini G. Legrenzi – Sonata La Cremona Vi ricorda o boschi ombrosi (A. Striggio) Da Orfeo Michele Concato Moresca dal finale dell'Orfeo Hor che ‘l ciel (Petrarca) Ottavo libro dei Madrigali Zefiro torna e di soavi accenti (Rinuccini) Da Scherzi Musicali Valentina Vitolo Maria Dalia Albertini
Esecutori
DONATELLA BUSETTO - Progetto GIANLUCA CAPUANO - Direzione e organo MARCO BELLUSSI - Regia MATTEO PAOLETTI FRANZATO - Progetto Scenico DansAtelier - Centro Formazione Danza - Elisabetta Galli Madrigalisti Maria Dalia Albertini Valentina Vitolo Vittoria Giacobazzi Isabella Di Pietro Simone Milesi Michele Concato Guglielmo Buonsanti Cenacolo Musicale Marco Rosa Salva e Fabiano Martignago - Flauti Laura Scipioni e Filippo Bergo- Violini Gioele Gusberti – Violoncello Daniele Carnio - Violone Elisa La Marca - Tiorba Donatella Busetto – Cembalo Mimo - Agnese Perri
Presentazione
Zefiro, vento minaccioso divenuto, nelle metamorfosi del mito, felice brezza primaverile, paradigma del respiro dell’anima. Zefiro, specchio e riesso delle umane passioni, sarà l’elemento di raccordo nel percorso del concerto. Il racconto musicale porta con sé una molteplicità di letture: la relazione poesia-musica, inevitabile richiamo all’inesausta diatriba tra Monteverdi e l’Artusi; la dicotomia del rapporto tra l’idillio naturale e il tormento dell’animo umano, consapevole della propria caducità, già presente nella poetica di Orazio; il desiderio inarrivabile di stemperarsi in un intimo contatto con la Natura seguendone i ritmi cadenzati e gli ideali vagheggiati negli idillî, di pace e serenità finalmente conquistate. Vento, Aria, mobili elementi, permeano le parole del testo, si rivestono dei suoni della Musica e con la musica sorano le corde del cuore. Il trascolorare dall’ambiente naturale a quello emotivo è il cardine di sviluppo della poetica petrarchesca e Monteverdi, con l’arte sua, ne amplica in misura esponenziale la capacità suggestiva. Vento, Aria, elementi eterei, “il suono dei venti, le nubi correnti” sospingono i passi di danza di Tirsi e Clori, nel loro ingenuo e trasparente quadro pastorale. Vento, Aria, assurgono a misura del vissuto psicologico, or cupi e minacciosi, or ebili aliti, respiro leggero della Natura che rinasce, evocato nella narrazione sonora di Zero torna. Zefiro, Zefiro…..Zefiro torna. Donatella Busetto